Home Page / Lipopenostruttura combinata (ingrossamento con tecnica di Coleman e Plasma ricco di piastrine)

               


La falloplastica di ingrossamento con tecnica di Coleman e plasma ricco di piastrine (PRP)
Una delle sfide della falloplastica di ingrossamento mediante grasso autologo è rappresentata dal riassorbimento del grasso trapiantato. La tecnica di Coleman si è rivelata molto utile in questo senso e ha segnato senz'altro un grande progresso, ma fino a oggi non è mai stato possibile raggiungere una stabilizzazione permanente del grasso trapiantato, che in proporzioni variabili da paziente a paziente tendeva comunque a un riassorbimento parziale.

L'utilizzo del plasma ricco di piastrine o PRP (Platelet Rich Plasma), una tecnica che soprattutto a causa dei costi era finora riservata solo all'ambito ospedaliero, ci permette oggi, con l'uso di appositi kit, di raggiungere una stabilizzazione ottimale del risultato operatorio, con un riassorbimento del grasso sempre più prossimo allo zero.

Il trapianto di grasso autologo, prelevato dal paziente stesso, è una procedura chirurgica ormai ampiamente consolidata e molto diffusa sia in medicina estetica nelle applicazioni volumetriche di vari distretti corporei che vanno dal viso ai glutei, sia in chirurgia andrologica per l'ingrossamento volumetrico del pene (lipopenoscultura). Rispetto ai normali filler volumetrici di origine animale o di sintesi, l'uso del grasso autologo presenta una serie di vantaggi che vanno dall'impossibilità di rigetto e di incompatibilità, all'assenza di rischio di trasmissione di infezioni e malattie, fino alla completa integrazione con l’area anatomica ricevente. Il plasma ricco di piastrine (PRP), in particolare, viene  impiegato da più di vent'anni in moltissimi ambiti della medicina, tra i quali l'odontoiatria, la chirurgia maxillofaciale, l'ortopedia, l'oftalmologia, l'urologia.

L'uso del PRP nella falloplastica di ingrossamento aumenta in modo formidabile le probabilità di attecchimento e sopravvivenza del grasso trapiantato, grazie alla presenza di un numero molto elevato di piastrine che migliorano le condizioni e l'ambiente biochimico nel sito del trapianto. Il PRP è infatti molto ricco di proteine bioattive e di fattori di crescita che accelerano e migliorano la produzione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) e accelerano i processi di guarigione.

Il plasma ricco di piastrine (PRP)
Il plasma è il componente liquido del sangue, costituito soprattutto di acqua, che agisce da vettore delle cellule. Il plasma ricco di piastrine o PRP è un potente e concentratissimo cocktail di fattori di crescita che stimolano la rigenerazione dei tessuti e la neoangiogenesi. Il sangue contiene il plasma, i globuli rossi, che trasportano l'ossigeno dai polmoni alle altre cellule del corpo, i globuli bianchi, che combattono le infezioni e uccidono i germi, e le piastrine, responsabili dell'omeostasi, della costruzione di nuovo tessuto connettivo, e della neovascolarizzazione. Un campione di sangue è composto in media dal 93% di globuli rossi, dal 6% di piastrine, e dall'1% di globuli bianchi. Il vantaggio della concentrazione che si ottiene con il PRP è evidente: i rapporti vengono rovesciati riducendo al 5% la quantità di globuli rossi, poco utili nel processo di guarigione, e aumentando la quantità di piastrine fino al 94%.


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Grazie alla straordinaria concentrazione di piastrine, l'uso del PRP migliora i processi cellulari a molti livelli, che vanno dalla propagazione delle cellule alla formazione di collagene, alla produzione della matrice cellulare. Il tutto in tempi molto più rapidi della norma.

Plasma ricco di piastrine (PRP): la procedura
La procedura è estremamente efficace, in quanto il PRP viene prodotto durante l'intervento, a partire da una piccola quantità di sangue (una provetta) prelevato dal paziente. Le piastrine vengono isolate dal resto del  sangue per centrifugazione. Arricchito e concentrato all'interno dell'apposito kit, il PRP viene raccolto e miscelato al grasso precedentemente prelevato dal paziente. Durante una breve fase di incubazione il PRP rilascia nel grasso i fattori di crescita e gli altri componenti. Una volta pronto, il grasso viene inserito nel pene, dove contribuisce alla stabilizzazione del trapianto e all'accelerazione dei processi di guarigione. La percentuale di grasso non riassorbito è sostanzialmente più elevata rispetto a quella che si otterrebbe a parità di procedura, ma senza il PRP.

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1) Si preleva con una provetta il sangue del paziente in stato di sedazione
2) Le piastrine vengono isolate dal resto del sangue
3) L'isolamento delle piastrine avviene per centrifugazione
4) L'isolamento delle piastrine
5) Si preleva tessuto adiposo e lo si sottopone a lavaggio (tecnica di Coleman), quindi si miscela il grasso prelevato con il Plasma ricco di piastrine (PRP)
6) Si distribuisce uniformemente il grasso purificato miscelato al Plasma ricco di piastrine (PRP)
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Per la sicurezza dei pazienti, è importante ricordare che a norma di legge, questa procedura chirurgica può essere eseguita solo in strutture appositamente autorizzate.

Uno dei grandi vantaggi del PRP è la sua capacità di stimolare la neoangiogenesi, ossia la formazione di nuovi vasi sanguigni. E' questa una delle sue proprietà più importanti per le applicazioni chirurgiche volumetriche, in quanto il grasso trapiantato necessita di molto nutrimento per sopravvivere e non venire riassorbito dall'organismo.

Presenti tra le altre cellule che l'organismo concentra nelle zone del corpo che devono guarire, le piastrine svolgono molte funzioni importanti nelle zone ferite, tra le quali la formazione dei coaguli e il rilascio dei fattori di crescita. I fattori di crescita derivati dalle piastrine assistono il corpo nel fisiologico processo di riparazione, in quanto stimolano le cellule staminali a generare nuovo tessuto. In linea generale, maggiore è il numero di fattori di crescita coinvolti nella guarigione di una ferita, maggiore è il numero di cellule staminali stimolate a produrre di tessuto; ecco perché il PRP rende il processo di guarigione più veloce e più efficiente.

Sollecitata dal PRP, la formazione di nuovi vasi assicura al grasso trapiantato il nutrimento di cui ha bisogno: una piccola quantità di grasso viene riassorbito dall'organismo in proporzioni prevedibili e tollerabili; il grasso residuo diventa omogeneo con il resto dei tessuti e quindi attecchisce, e il risultato operatorio è stabile e tendenzialmente definitivo.

Precauzioni: un'eventuale terapia con antinfiammatori non steroidei deve essere sospesa nella settimana precedente l'intervento, e può essere ripresa a una settimana di distanza.

Controindicazioni: piastrinopenia o altra patologia della coagulazione, infezione attiva, anemia o altra malattia ematologica.

Bibliografia:

lunedì 24 gennaio 2011

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