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Le
dimensioni del pene hanno da sempre rappresentato un argomento di forte
richiamo per l’uomo. Sin dall’antichità abbiamo continui esempi
dell’importanza delle dimensioni dell’organo genitale come simbolo
di virilità e di comando. Attualmente, sempre più uomini si rivolgono
agli specialisti del settore con lo scopo di correggere un deficit di
sviluppo, migliorare la propria autostima o anche semplicemente con
scopi esclusivamente estetici. Quale che sia il motivo, la domanda di
soluzioni in questo campo è in continuo aumento, stimolando i chirurghi
a un sempre crescente perfezionamento delle tecniche.
E’
oggi possibile aumentare la lunghezza e la larghezza del pene,
singolarmente o in associazione, mediante interventi chirurgici semplici
e veloci. Attualmente tali metodiche chirurgiche sono standardizzate.
Per allungare il pene, si ricorre alla sezione del legamento
sospensore, mentre per aumentare il diametro la tecnica più usata
è quella mediante l’uso del grasso corporeo. Alcune scuole
chirurgiche usano materiali estranei all’organismo (filler non
riassorbibili, fascia di derma di origine animale, ecc…), ma a nostro
avviso la frequenza delle complicanze e i modesti risultati ottenuti
sconsigliano l’uso di queste tecniche.
La standardizzazione
di una procedura chirurgica permette di riprodurre tutte le volte
gli stessi gesti, al fine di ottenere sempre gli stessi risultati. E’
un comportamento molto efficace e molto diffuso in chirurgia. Tuttavia,
nella chirurgia estetica del pene i risultati, pur adottando sempre e
rigorosamente la stessa metodica, variano anche considerevolmente:
evidenti incrementi in alcuni casi, modesti in altri, praticamente nulli
in altri ancora. Questo è dovuto a vari fattori, rappresentati in
massima parte dall’anatomia della zona, considerevolmente
differente da individuo a individuo, e dall’esperienza del
chirurgo operatore.
Infatti,
oltre alla consistenza del legamento sospensore del pene, da cui dipende
buona parte del risultato, bisogna considerare lo spessore del pannicolo
adiposo sovrapubico, le inserzioni laterali del pene, il diametro della
base e dell’apice penieno, il punto di inserzione della cute dello
scroto con quella del pene, ed altri ancora. Inoltre, una volta
sezionato il legamento sospensore, si forma un incavo di dimensioni e
forma ogni volta differenti, che richiede accorgimenti
“personalizzati”.
Proprio
il concetto di “personalizzazione” è alla base della Designer
Laser Falloplastica: Il chirurgo diventa una sorta di “designer” che,
considerando le variabili sopra esposte, “personalizza l’opera” in
base alla propria esperienza, capacità e senso estetico, nell’ottica
di ottenere il risultato più gratificante per lui e per il paziente.
Naturalmente,
per ambire a questo scopo è necessario che il chirurgo abbia una vasta
esperienza nel settore, e sia dotato di uno spiccato senso estetico. A
questo proposito, è stata creata una equipe chirurgica con
specifiche competenze. Il chirurgo principale, il Dr. Alessandro G.
Littara, vanta un’esperienza più che decennale in questo campo,
ed è assistito durante gli interventi da un chirurgo plastico
con specifiche competenze nelle pratiche di vibroliposcultura e plastica
cutanea. Inoltre, l’uso del laser chirurgico a diodi di ultima
generazione consente di ottenere indiscutibili vantaggi per quanto
riguarda l’accuratezza delle sezioni, riduzione dei tempi di
intervento e una più veloce guarigione delle ferite. Gli interventi,
grazie alla nostra equipe anestesiologica, si svolgono seguendo i
principi della “chirurgia senza dolore”, ed il personale
infermieristico è esperto nella gestione del paziente dall’ingresso
in clinica sino all’ultima medicazione.La struttura chirurgica,
attrezzata e autorizzata a termini di legge, è dotata di ogni comfort e
adeguata alla privacy che questi interventi richiedono.
Nasce
così la “designer laser falloplastica”, un approccio
innovativo nel settore, costituita da un insieme di più tecniche
chirurgiche da adattare ad ogni singolo caso, allo scopo di ottenere il
miglior risultato estetico e la maggiore soddisfazione possibile per le
aspettative del paziente. Tale risultato si è reso possibile anche
grazie all’utilizzo del laser, che consente di ottenere un risultato
estetico migliore, ridotti effetti collaterali e tempi di recupero
sensibilmente più rapidi.
Il
chirurgo diventa quindi una sorta di “designer”, che “personalizza
l’opera” in base alla propria esperienza, capacità e senso
estetico, nell’ottica di ottenere il risultato più gratificante per
il paziente.
giovedì 22 maggio 2008
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