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Mentre per l’allungamento del pene la tecnica è una, universalmente e unanimemente riconosciuta e utilizzata (pur con le sue varianti di strumenti e accorgimenti chirurgici), per l’ingrossamento del pene sono attualmente praticate nel mondo due tecniche distinte, profondamente diverse tra loro, ma entrambe da considerarsi efficaci e soprattutto sicure, se utilizzate da chirurghi con la necessaria esperienza.

Queste due tecniche sono rispettivamente la “lipopenoscultura con tecnica (antiriassorbimento) di Coleman”, e la “falloplastica incrementale” con derma porcino (Intexen)

Altri interventi, quali l’impianto di protesi endo o pericavernose presentano a nostro avviso un tasso di rischio di gravità inaccettabile per un intervento estetico. Queste metodiche sono state a tutt’oggi abbandonate, o eseguite da una esigua minoranza di chirurghi nel mondo. Anche l’utilizzo di filler non riassorbibili (gel di poliacrilammide – Formacryl – Bioalcamid) è stato abbandonato, a causa di svariati problemi riguardanti rigetto-attecchimento-risultato estetico.

Non vengono da noi presi in considerazione filler riassorbibili quali acido jaluronico, macrolane, ecc… a causa del loro totale riassorbimento, e quindi di un risultato solo temporaneo.

Vediamo più nel dettaglio quali sono le loro caratteristiche, in cosa consistono e differiscono, quali risultati attenderci e quando applicare l’una o l’altra tecnica.

Lipopenoscultura con tecnica (antiriassorbimento) di Coleman
Negli anni passati, la necessità di attuare metodiche meno invasive e soprattutto meno rischiose ha stimolato la ricerca di materiali da impiantare sottocute, allo scopo di ottenere un risultato estetico che non influenzasse la funzionalità dell’organo. Sono stati così utilizzate varie soluzioni, tutte grossolanamente riconducibili all’uso di materiali sintetici o autologhi (prelevati dallo stesso organismo).

I materiali autologhi, costituiti in massima parte dal tessuto adiposo, hanno il vantaggio di non determinare reazioni allergiche (il grasso viene prelevato da aree diverse dello stesso organismo), e di sviluppare un effetto visivo e tattile più “naturale”. Gli svantaggi sono costituiti esclusivamente dal parziale riassorbimento del grasso stesso. Questo avviene perché il tessuto adiposo ha necessità di molto nutrimento (leggi sangue) per sopravvivere; quando viene prelevato per poi essere reimpiantato in altri distretti perde le sue connessioni vascolari, e quelle che si formano ex novo possono non essere sufficienti per un’adeguata nutrizione. Inoltre, il materiale adiposo prelevato contiene un’alta percentuale di materiale diverso (acqua, olio, prodotti di degradazione, ecc…) dai globuli di grasso puri.

Il risultato è che una parte, variabile da individuo a individuo in funzione delle caratteristiche proprie di ogni organismo, viene riassorbita, perdendo buona parte dell’effetto di riempimento che si era ottenuto. Parallelamente alla comparsa di problemi per i materiali sintetici (in particolar modo con il gel di poliacrilammide), si è intensificato lo studio per rendere più duraturo l’innesto di grasso autologo, e adesso, mediante la procedura di Coleman, si è ottenuto un composto generalmente durevole, oltre che assolutamente sicuro e naturale.

Questa tecnica, inventata e brevettata dal Dr. Sidney Coleman, prevede la purificazione mediante centrifugazione del grasso prelevato, in modo che vengano eliminate le componenti di acqua, olio, sangue e materiali impuri, e rimangano solo i globuli di grasso puri, e quindi molto più difficilmente soggetti a riassorbimento. Inoltre, per quanto riguarda il lato estetico, si ottiene una consistenza più uniforme e naturale. L’unico limite di questa metodica, che ha permesso di ottenere risultati decisamente migliori sia per quanto riguarda estetica e naturalezza al tatto, oltrechè ovviamente per lo scarso riassorbimento, è data dalla necessità di prelevare una superiore quantità di grasso, dato che oltre la metà andrà persa nel processo di purificazione.

Tale metodica rappresenta ad oggi il miglior metodo possibile, e sopratutto innocuo, nel campo dell’aumento della circonferenza peniena mediante filler. Non esistono controindicazioni nell’uso di questa metodica, e l’unico limite è rappresentato da individui particolarmente magri o muscolosi, nei quali potrebbe essere difficile reperire la quantità di grasso necessaria per un risultato ottimale.

La procedura
L’intervento viene eseguito in ambiente sterile, e consta di tre fasi: la prima è il prelievo del tessuto adiposo mediante lipoaspirazione, la seconda è data dal processo di purificazione del grasso secondo tecnica di Coleman, e la terza è costituita dall’inserimento del grasso purificato in sede sottocutanea peniena.

Previa anestesia locale con tecnica tumescente (o altra anestesia a seconda di altre pratiche associate), si preleva una data quantità di grasso (concordata precedentemente tra chirurgo e paziente), generalmente dalla regione dei fianchi o dall’addome. Il grasso prelevato viene poi sottoposto a processi di lavaggio e centrifugazione, per separare i globuli dal film oleoso che li contiene (metodica di Coleman). Una volta ottenuto materiale purificato, questo viene inserito nello strato compreso tra la cute e i corpi cavernosi del pene. La procedura viene eseguita con l’aiuto di piccole cannule che penetrano all’interno tramite millimetriche incisioni condotte in sede sovrapubica (tra i peli pubici). Una volta creato lo spazio, viene eseguito il lipofilling, avendo cura di distribuire uniformemente il grasso.

Tutta la procedura ha una durata di circa un’ora, e al termine non rimarrà alcuna cicatrice visibile. La procedura sopra descritta rappresenta attualmente la tecnica migliore, e decisamente la più adottata nel mondo, per innocuità, risultato estetico e durata del risultato. Una modica parte di grasso, variabile individualmente (dal 20 al 30%), potrà riassorbirsi nei mesi successivi. Per ovviare a tale possibile evento, noi impiantiamo una quantità di grasso leggermente superiore al necessario. Tale metodica è da considerarsi definitiva e senza necessità di “ritocchi” futuri; tuttavia, data la sua semplicità e sicurezza, questa potrà essere ripetuta con una semplice anestesia locale per tutte le volte che si reputerà necessario. I risultati sono molto spesso altamente soddisfacenti.

Falloplastica incrementale con derma porcino (Intexen LP)
La “falloplastica incrementale” con derma porcino (Intexen) è una tecnica chirurgica che permette di aumentare la circonferenza del pene, utilizzando una lamina di tessuto prelevato da animale e privata delle cellule per evitare ogni forma di rigetto. Utilizzata da alcuni anni, si è dimostrata una tecnica sicura e di semplice utilizzo. Passato il necessario periodo di sperimentazione, che ne ha dimostrato l’assoluta sicurezza ed efficacia, viene oggi applicata su larga scala dai chirurghi plastico-estetici dei genitali, e rappresenta una valida alternativa all’utilizzo del grasso autologo (cioè prelevato dallo stesso organismo).

Il principio è quello di aumentare la circonferenza mediante l’utilizzo di un materiale eterologo (estraneo all’organismo ricevente) sotto forma di lamina (il derma porcino), che viene impiantata tra la cute e i corpi cavernosi, in modo da creare un aumento di spessore. In realtà, la lamina di derma porcino è totalmente priva di cellule (questo garantisce l’assoluta integrazione con i tessuti umani), e rappresenta un tessuto di sostegno che verrà “abitato” dalle cellule derivanti dal pene stesso, e che ne determineranno l’espansione volumetrica. Proprio come una spugna, prima secca e poi imbibita di acqua.

Vediamo quali sono le caratteristiche tecniche dell’innesto di derma porcino “Intexen”, forniteci direttamente dal produttore:

  • Intexen LP è un tessuto dermico porcino trattato chimicamente, apirogeno e non perforato, in cui sono stati rimossi lo strato epidermico e sottodermico. I vantaggi che questo innesto biologico offre sono:

  • principale componente strutturale: collagene acellulare

  • la matrice di collagene propria di Intexen LP è naturale (collagene nativo, preserva il peso e la forma molecolare), inalterata chimicamente e biocompatibile

  • Intexen LP è un tessuto rimodellabile (non riassorbibile): il collagene nativo, stabile nell’acqua, può essere trasformato dall’attività cellulare; i recettori dell’adesione cellulare sul collagene nativo incoraggiano l’ancoraggio e la colonizzazione dei fibroblasti.

  • È una struttura aperta e non incrociata (no cross-linked)

  • Le fibre non incrociate formano una matrice aperta; gli spazi interstiziali agevolano la crescita cellulare e la rivascolarizzazione. Le strutture incrociate (cross-linked), invece, presentano una matrice di collagene alterata chimicamente più densa con minori spazi interstiziali per la ricrescita cellulare e con maggiori possibilità di rigetto.

  • Intexen LP presenta uno strato continuo di collagene subepiteliale che garantisce maggior resistenza del tessuto.

  • Intexen LP presenta una resistenza maggiore e una migliore ritenzione delle suture rispetto ai materiali non incrociati che non hanno strati di collagene subepiteliale

La procedura
L’intervento viene eseguito in ambiente sterile.

Per inserire la lamina di derma porcino, è necessario effettuare una piccola incisione, di 3 cm. circa,

in sede sovrapubica (area coperta dai peli pubici). Molto frequentemente questo intervento è eseguito contemporaneamente a quello di allungamento, per cui possiamo sfruttare l’incisione cutanea alla base del pene fatta per quest’ultimo.

Successivamente, il pene viene esteriorizzato da questa incisione e misurata l’ampiezza della superficie su cui disporre il derma porcino. Viene quindi modellata una lamina di Intexen di dimensioni adeguate, ed impiantata in loco, avendo cura di fissarla con specifiche suture.

L’intervento dura circa un’ora, e può essere eseguito in anestesia locale con sedazione, generale o spinale (a seconda di altri interventi associati e valutazione dell’anestesista).

Dal punto di vista del risultato, il derma porcino permette un incremento volumetrico circonferenziale di circa il 20-25%, uniforme e stabile nel tempo. Non si sono avute complicanze degne di nota; tra quelle minori può verificarsi la presenza, transitoria, di modesto ematoma.

Quale metodica preferire?
La scelta della metodica più adatta al singolo caso viene fatta in studio, valutando attentamente la situazione anatomica locale, la presenza o meno di una idonea quantità di grasso, e i risultati che si vogliono ottenere. In generale, è ovvio che la metodica con il derma porcino andrà forzatamente attuata nei soggetti primi di una adeguata quantità di tessuto adiposo (fisici particolarmente asciutti, sportivi, ecc…)

Le differenze più importanti sono le seguenti:

  •  il grasso permette generalmente un maggiore incremento (25-30% contro un 15-20% del derma porcino)

  •  il derma porcino permette un risultato uniforme , ma anche con il grasso autologo purificato  otteniamo comunque risultati uniformi

  • la metodica con il grasso si può ripetere anche più volte, quella con il derma porcino è unica

  •  la metodica con il grasso non necessita di incisioni chirurgiche (solo millimetrici fori per il passaggio delle cannule); il derma porcino deve invece essere impiantato mediante una incisione sovrapubica di circa 3 cm. Tuttavia, se viene eseguita anche la falloplastica di allungamento, il derma porcino potrà essere impiantato tramite l’accesso eseguito per quest’ultima, senza quindi tagli aggiuntivi

  • con il grasso si ha un gonfiore post-operatorio maggiore, ma di più breve durata. Con il derma porcino, il decorso è lievemente più lungo.

  • L’intervento con il grasso non necessita di drenaggio in aspirazione, quello con il derma porcino spesso sì, da rimuovere il mattino successivo.

  • L’intervento con il derma porcino è globalmente più invasivo rispetto a quello con il grasso autologo.

  • Con il grasso corporeo il risultato si stabilizzerà nel giro di un mese circa, mentre con il derma porcino i tempi saranno significativamente più lunghi

  • Nei soggetti con un certo pannicolo adiposo sovrapubico, è preferibile aspirare il grasso ed utilizzarlo, dopo purificazione, per ottenere l’ingrossamento.

  • Il costo dell’intervento con il derma porcino è lievemente superiore a quello con il grasso, e ciò è dovuto all’elevato costo del derma porcino stesso.

    giovedì 14 maggio 2009

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