Home Page / La "lipopenostruttura combinata" per l'ingrossamento del pene

               


Premessa (doverosa)

(Le considerazioni sotto esposte derivano da quasi 20 anni di attività nel campo della chirurgia della modifica dimensionale del pene, da parte di un chirurgo specialista della materia, e che nel tempo ha utilizzato molte delle tecniche che sono sotto elencate).

Negli anni passati, la necessità di attuare metodiche meno invasive e soprattutto meno rischiose per ottenere un ingrossamento del pene ha stimolato la ricerca di materiali da impiantare sottocute, allo scopo di ottenere un risultato estetico che non influenzasse la funzionalità dell’organo. Sono stati così utilizzate varie soluzioni, tutte grossolanamente riconducibili all’uso di materiali sintetici, o eterologhi (prelevati da un altro organismo, umano o animale), o autologhi (prelevati dallo stesso organismo).

I materiali sintetici sono costituiti da filler, riassorbibili o meno. I’uso dei filler non riassorbibili (gel di poliacrilammide – Formacryl – Bioalcamid) è stato oramai abbandonato, a causa di svariati problemi riguardanti rigetto-attecchimento-risultato estetico.  Per i riassorbibili viene utilizzato l’acido ialuronico (macrolane), che tuttavia, non potendo attecchire, tende a formare inevitabili quanto anestetici accumuli, e per tale motivo è stato da noi velocemente abbandonato.

Nel campo dei materiali eterologhi (estranei all’organismo), nel nostro paese è stato utilizzato per un certo tempo il derma porcino (Intexen LP), una lamina di materiale prelevato dai suini. Dopo un breve periodo di iniziale entusiasmo, ben presto si sono evidenziati diversi problemi sia di compatibilità del materiale quanto di risultato estetico (tra gli altri accorciamento del pene in erezione), che ne hanno ridotto fortemente l’utilizzo. A conferma di questo, recentemente la ditta statunitense produttrice dell’Intexen LP ha reso noto che dall’aprile 2011 questo prodotto verrà tolto dal mercato. Altri materiali di tipo protesico sono a nostro avviso comunque assolutamente da sconsigliare, sia per le possibili complicanze che per l’innaturalità del risultato.

I materiali autologhi, costituiti in massima parte dal tessuto adiposo, hanno il vantaggio di non determinare reazioni allergiche o di rigetto (il grasso viene prelevato da aree diverse dello stesso organismo), e di sviluppare un effetto visivo e tattile più “naturale”. Il trapianto di grasso autologo, prelevato dal paziente stesso, è una procedura chirurgica ormai ampiamente consolidata e molto diffusa sia in medicina estetica nelle applicazioni volumetriche di vari distretti corporei che vanno dal viso ai glutei, sia in chirurgia andrologica per l’ingrossamento volumetrico del pene (lipopenoscultura).

Rispetto ai normali filler volumetrici di origine animale o di sintesi, l’uso del grasso autologo presenta una serie di vantaggi che vanno dall’impossibilità di rigetto e di incompatibilità, all’assenza di rischio di trasmissione di infezioni e malattie, fino alla completa integrazione con l’area anatomica ricevente.

Gli svantaggi sono costituiti dalla possibilità di asimmetrie, nodularità e in particolar modo dal parziale riassorbimento del grasso stesso. Questo avviene perché il tessuto adiposo ha necessità di molto nutrimento (leggi sangue) per sopravvivere; quando viene prelevato per poi essere reimpiantato in altri distretti perde le sue connessioni vascolari, e quelle che si formano ex novo possono non essere sufficienti per un’adeguata nutrizione. Inoltre, il materiale adiposo prelevato contiene, oltre i globuli di grasso puri, un’alta percentuale di materiale diverso (acqua, olio, prodotti di degradazione, ecc…), responabili di alterazioni di forma e consistenza del pene.

Il risultato è che una parte, variabile da individuo a individuo in funzione delle caratteristiche proprie di ogni organismo, viene riassorbita, perdendo buona parte dell’effetto di riempimento che si era ottenuto.

Parallelamente alla comparsa di problemi per i materiali sintetici (in particolar modo con il gel di poliacrilammide), si è intensificato lo studio per rendere più duraturo e efficace l’innesto di grasso autologo.

La tecnica di Coleman si è rivelata molto utile in questo senso e ha segnato senz’altro un grande progresso, ma fino a oggi non è mai stato possibile raggiungere una stabilizzazione permanente del grasso trapiantato, che in proporzioni variabili da paziente a paziente tendeva comunque a un riassorbimento parziale.

L’utilizzo del plasma ricco di piastrine o PRP (Platelet Rich Plasma), una tecnica che soprattutto a causa dei costi era finora riservata solo all’ambito ospedaliero, ci permette oggi, con l’uso di appositi kit, di raggiungere una stabilizzazione ottimale del risultato operatorio, con un riassorbimento del grasso sempre più prossimo allo zero, con nettissima riduzione di eventuali asimmetrie o nodularità.

Il plasma ricco di piastrine (PRP), in particolare, viene  impiegato da più di vent’anni in moltissimi ambiti della medicina, tra i quali l’odontoiatria, la chirurgia maxillofaciale, l’ortopedia, l’oftalmologia, l’urologia.

L’uso del PRP nella falloplastica di ingrossamento aumenta in modo formidabile le probabilità di attecchimento e sopravvivenza del grasso trapiantato e la qualità del grasso stesso, grazie alla presenza di un numero molto elevato di piastrine che migliorano le condizioni e l’ambiente biochimico nel sito del trapianto. Il PRP è infatti molto ricco di proteine bioattive e di fattori di crescita che accelerano e migliorano la produzione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) e accelerano i processi di guarigione.

Adesso, mediante la procedura di Coleman e l’utilizzo in contemporanea del PRP (plasma arricchito di piastrine), siamo certi di aver trovato la soluzione al problema, e di disporre così di una procedura semplice, veloce, indolore, efficace e soprattutto durevole: la “lipopenostruttura combinata”

La “lipopenostruttura combinata”
Per l’ingrossamento del pene si effettua la “lipopenostruttura combinata”, che è una metodica chirurgica semplice e veloce (e decisamente la meno invasiva e la più sicura), costituita dall’unione di 2 tecniche utilizzate per la purificazione e l’attecchimento del grasso, e cioè la lipopenoscultura sec. Coleman e il Plasma arricchito di piastrine (PRP). Vediamo nel dettaglio in cosa consistono queste due metodiche:

1) La lipopenoscultura con tecnica (antiriassorbimento) di Coleman
tale procedura viene eseguita in ambiente sterile, e consta di due fasi: la prima è il prelievo del tessuto adiposo mediante lipoaspirazione, la seconda è data dal processo di purificazione del grasso mediante centrifugazione.

Previa anestesia locale con tecnica tumescente (o altra anestesia a seconda di altre pratiche associate), si preleva una data quantità di grasso (concordata precedentemente tra chirurgo e paziente), generalmente dalla regione dei fianchi o dall’addome. La procedura viene eseguita con l’aiuto di piccole cannule che penetrano all’interno tramite millimetriche incisioni. Il grasso prelevato viene poi sottoposto a processi di lavaggio e centrifugazione, per separare i globuli dal film oleoso che li contiene e dal materiale ematico e di infiltrazione (metodica di Coleman). Tutta la procedura ha una durata di circa 30-40 minuti, e al termine non rimarrà alcuna cicatrice visibile. La procedura sopra descritta rappresenta attualmente la tecnica migliore, e decisamente la più adottata nel mondo, per innocuità, risultato estetico e durata del risultato. Una modica parte di grasso, variabile individualmente (dal 20 al 30%), potrà riassorbirsi nei mesi successivi. Per ovviare a tale possibile evento, noi impiantiamo una quantità di grasso leggermente superiore al necessario. Tale metodica è da considerarsi definitiva e senza necessità di “ritocchi” futuri; tuttavia, data la sua semplicità e sicurezza, questa potrà essere ripetuta con una semplice anestesia locale per tutte le volte che si reputerà necessario. I risultati sono molto spesso altamente soddisfacenti.

2) ll plasma ricco di piastrine (PRP)
Il plasma è il componente liquido del sangue, costituito soprattutto di acqua, che agisce da vettore delle cellule. Il plasma ricco di piastrine o PRP è un potente e concentratissimo cocktail di fattori di crescita che stimolano la rigenerazione dei tessuti e la neoangiogenesi. Grazie alla straordinaria concentrazione di piastrine, l’uso del PRP migliora i processi cellulari a molti livelli, che vanno dalla propagazione delle cellule alla formazione di collagene, alla produzione della matrice cellulare. Il tutto in tempi molto più rapidi della norma. Perché ci può essere utile? Perché uno dei grandi vantaggi del PRP è la sua capacità di stimolare la neoangiogenesi, ossia la formazione di nuovi vasi sanguigni. E’ questa una delle sue proprietà più importanti per le applicazioni chirurgiche volumetriche, in quanto il grasso trapiantato necessita di molto nutrimento per sopravvivere e non venire riassorbito dall’organismo. Sollecitata dal PRP, la formazione di nuovi vasi assicura al grasso trapiantato il nutrimento di cui ha bisogno: una piccola quantità di grasso viene riassorbito dall’organismo in proporzioni prevedibili e tollerabili; il grasso residuo diventa omogeneo con il resto dei tessuti e quindi attecchisce, e il risultato operatorio è stabile e tendenzialmente definitivo

Per saperne di più: tutto sul PRP

La procedura della “lipopenostruttura combinata”
L’intervento chirurgico di lipopenostruttura combinata (per l’ingrossamento del pene) è una metodica chirurgica semplice e veloce (e decisamente la meno invasiva), che è costituita da 4 fasi distinte:

1)     asportazione mediante sottili cannule di tessuto adiposo dalla zona sovrapubica, o in alternativa da addome e/o fianchi. Questa procedura permette, oltre a ottenere il grasso necessario, di ridurre il pannicolo adiposo sovrapubico (punto di frequente accumulo di grasso nell’uomo) rendendo così più arretrato il punto di inserzione del pene e determinando in tal modo un allungamento della parte visibile del pene

2)      purificazione del grasso mediante procedura di Coleman, che permette di eliminare le componenenti impure (sangue, olio, materiale di infiltrazione), ottenendo grasso purificato e in quanto tale molto meno riassorbibile

3)     utilizzo della metodica innovativa denominata PRP (plasma ricco di piastrine), che consiste nel miscelare al grasso purificato un gel di piastrine ottenuto dal paziente stesso mediante un semplice prelievo ematico. Il gel di piastrine ha lo scopo di rendere ancora più stabile il grasso e di migliorarne ulteriormente l’attecchimento e la disposizione uniforme al di sotto della cute peniena, riducendo drasticamente la possibilità di asimmetrie e/o nodularità

4)     Impianto uniforme del grasso così ottenuto nello spazio tra cute e corpi cavernosi del pene, mediante due millimetriche incisioni alla base del pene.

Il prelievo e l’impianto del grasso vengono eseguiti attraverso due minuscole incisioni cutanee (circa 2 mm.), quindi di fatto senza ferite chirurgiche, il tutto in anestesia locale. La quantità di grasso da impiantare dipende dalla condizione anatomica di base, dai desideri del paziente e, in ultima analisi, dalla qualità di grasso disponibile.

Con questa metodica combinata i risultati sono molto spesso estremamente soddisfacenti, e, nella quasi totalità dei casi, non sarà necessario eseguire un ulteriore impianto di grasso in futuro, sebbene tecnicamente possibile e semplice.

Nella maggior parte dei casi si ottiene un aumento della circonferenza (misurata allo stato di flaccidità) di circa il 30%.

Tale procedura può essere effettuata in anestesia locale (con o senza sedazione), seguendo il concetto della “chirurgia senza dolore” (vedi www.falloplastica.net/fp/chirurgiasenzadolore.asp)

Non essendoci incisioni chirurgiche, la dimissione avverrà entro poche ore dall’intervento, e già dal giorno successivo si potranno riprendere tutte le attività, anche sportive, ad eccezione di quella sessuale, che potrà essere ripresa non prima di 30 giorni, pena un attecchimento non uniforme del grasso.

.: GUARDA L'ANIMAZIONE
.:
GUARDA IL VIDEO

venerdì 30 novembre 2012

Chi siamo
Dove siamo
Novità
Video 3D
Contatti
Per CONTATTARCI compila il modulo cliccando qui

NUMERO UNICO PER GLI APPUNTAMENTI

02 2941 2460

 
AndroTweet
AndroTweet by www.androweb.it
gli altri siti di andrologia